{"componentChunkName":"component---src-templates-tag-page-js","path":"/tag/daenerys","result":{"data":{"results":{"totalCount":8,"edges":[{"node":{"frontmatter":{"title":"","date":null,"author":null,"slug":null,"tags":null,"thumbnail":null},"html":"","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x06 – “The Iron Throne”. Niente al mondo è più potente di una buona storia","date":"2019-05-21T15:31:26.827Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x06","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x06.jpg"},"html":"<p><b><i>La serie tv più importante degli ultimi dieci anni si è conclusa.</i></b></p>\n<p><b>SPOILER ALERT</b></p>\n<blockquote><p><i>Eserciti, oro, bandiere?</p></p>Storie. Non c’è niente al mondo più potente di una buona storia. Niente può fermarla. Nessun nemico può sconfiggerla.</p><p>– Tyrion Lannister</i></p></blockquote>\n<p>Sono queste le parole con le quali Tyrion Lannister, prigioniero degli Immacolati, si pronuncia per introdurre la sua proposta ai Lord e alle Lady di Westeros di fare di Brandon Stark, “Lo Spezzato”, il Re dei Sei Regni. Oggi, all’indomani della fine di <i>Game of Thrones</i>, <b>queste parole significano molto di più di un’arringa per rendere il <i>Corvo con Tre Occhi</i> il regnante definitivo</b> – che spezzi la ruota di violenza e soprusi del Trono di Spade. È <b>la frase che più di tutte riassume ciò che abbiamo vissuto insieme</b>. Nonostante l’insoddisfazione generale che ha accompagnato la messa in onda degli ultimi episodi, <b><i>Game of Thrones</i></b> è stato un <b>fenomeno narrativo senza precedenti</b> e che, presumibilmente, rimarrà unico per molto tempo a venire.</p>\n<p><i><b>Non c’è niente al mondo più potente di una buona storia.</b></i> Niente che avrebbe potuto tirare a sé così tanto <b>investimento emotivo ed economico</b>, così tanta <b>discussione</b> e <b>immaginazione</b>. Niente se non una buona storia, potente e magnetica. Qualsiasi cosa si voglia dire adesso che il gran finale è andato in onda, il <i>Trono di Spade</i> è stato <b>un successo</b>. Ha accentrato il grande pubblico attorno ai suoi <b>personaggi</b>, ai suoi <b>simboli</b> e alla sua <b>mitologia</b>, realizzando quella che, presumibilmente, è la <b>massima aspirazione di qualsiasi narrazione fantastica</b>.</p>\n<p>Ciò detto, <b>qualcosa su questo finale bisognerà pur dirlo</b> – lusinghiero o meno che sia.</p>\n<p>Abbiamo assistito a un <b>finale tipico</b>: nella prima metà si è consumato il <b>climax finale</b> della storia, con l’uccisione di Daenerys da parte di Jon Snow e la distruzione del Trono di Spade, mentre nella seconda il classico <b><i>epilogo</i></b> con le varie conclusioni e la <b>diaspora</b> dei personaggi della storia.</p>\n<p>Tutta la serie di buoni sentimenti, di tasselli che si incastrano, di nostalgie, non possono però farci dimenticare gli <b>enormi problemi</b> di quest’ultima stagione.</p>\n<p>In primis , il <b>taglio di episodi</b> ha <b>affrettato lo svolgersi della trama</b> e ha indotto la <b>semplificazione delle storyline principali</b> (come quella che riguarda il rapporto tra Jon e Daenerys e il temperamento di lei), costringendoci ad interpretare molto di più rispetto a ciò che eravamo abituati a fare. Non fraintendetemi, è bello che lo spettatore debba interpretare; meno bello è che egli debba <b>riempire i buchi</b> – ciò che non gli è stato spiegato a dovere – <b>con supposizioni e ragionamenti</b> che starebbe agli sceneggiatori rendere alla portata di tutti.</p>\n<p>In secondo luogo, ci sono i <b>debiti narrativi non rispettati</b> (dei quali ho già parlato in <a href=\"https://www.crearemondi.it/post/debito-narrativo\" target=\"_blank\">quest’articolo</a>). I più gravi – quelli che ho aspettato a nominare perché non avevo ancora visto l’ultimo episodio – sono sicuramente il fatto che la storyline degli Estranei e l’identità di Jon Snow (R+L=J) non abbiano influito sull’esito del filone del Trono di Spade. Mi spiego: i due elementi sopracitati non hanno influito su ciò che è successo alla fine ad Approdo del Re (il che è ancora più grave se si pensa all’importanza che si è data a questi elementi).</p>\n<p>Ci sono poi i debiti narrativi più piccoli, ma non più perdonabili, come ad esempio le lettere di Varys. Sono state inviate? Come hanno influito sulla trama?</p>\n<p>Ultimo problema sono le <b>inconsistenze di trama del finale</b>. Perché Sansa Stark dovrebbe poter rivendicare l’indipendenza del Nord, mentre Yara Greyjoy dovrebbe accettare che le Isole di Ferro continuino ad essere sotto il controllo di Approdo del Re? O ancora, perché esiste ancora l’Ordine dei Guardiani della Notte se ormai non esistono più né minacce né barriere all’estremo Nord?</p>\n<p><b>Nessuna petizione risolverà questi problemi.</b> Neanche con un milione di firme.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"The Journey of the Iron Throne","date":"2019-05-15T17:05:17.912Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"iron-throne","tags":[{"frontmatter":{"name":"schemino","label":"Schemino"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"storie","label":"Storie"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}}],"thumbnail":"/schemino_got.jpg"},"html":"<p><b><i>Dal </i>Ciclo di Avalon<i> alla ricetta della Burrobirra: tutto quanto può essere spiegato con uno schemino.</i></b></p>\n<p>In attesa del <i>series finale</i> di lunedì, lo #schemino di questo mese è dedicato a tutti coloro che si sono seduti sullo \"scomodo sedile\" dall'inizio de <i>Il Trono di Spade</i>. Chi si siederà sullo scranno dei Sette Regni la prossima settimana?</p>\n<p><img src=\"/schemino_got.jpg\" alt=\"infografica-game-of-thrones\"></p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":"infografica-game-of-thrones"}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x05 - \"The Bells\". La caduta di una regina","date":"2019-05-14T07:56:02.756Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x05","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x05.jpg"},"html":"<p><b><i>Con l'ultima puntata de </i>Il Trono di Spade<i> è iniziato il series finale. A prescindere da chi sarà, alla fine, il regnante dei Sette Regni, già si intravede quella che è la parabola dell'intera serie: la caduta.</p></b></i>\n<p><b>SPOILER ALERT</b></p>\n<p>Quando a John Ronald Reuel Tolkien chiedevano quale fosse il senso della sua opera magna, di <i>cosa</i> parlasse in realtà <i>Il Signore degli Anelli</i>, egli rispondeva che non si trattava del racconto della soggezione nei confronti del potere da parte dell'uomo, ma piuttosto di un racconto sul rapporto dell'uomo con il concetto di mortalità. Questo è, per lo meno, ciò che ricordo dalla lettura delle sue lettere. Potrei essere più specifico, o corretto, se mi mettessi a sfogliarle, ma non è qui che voglio andare a parare. Voglio dire, invece, di quanto sia importante <b>raccogliere il senso di un'opera in un unico concetto</b>, se si vuol dare ad essa un significato importante che vada al di là della sua trama. È un esercizio a volte difficile, ma importante: prendete un film, una serie tv, un libro che avete letto e provate a racchiuderne il senso in un unico concetto. Ad esempio, una volta ho riflettuto su quale fosse il senso di <i>Lost</i> e trovai che non parlava solo di gente sperduta su un'isola (anche se quelli erano gli elementi della trama), ma di redenzione personale. È come parlare di forma e sostanza.</p>\n<p>Così, potremmo dire che <i>Il Trono di Spade</i> non è solamente la storia della lotta tra le varie Case del continente di Westeros per la conquista del Trono di Spade. O meglio, questo è l'intreccio de <i>Il Trono di Spade</i>, ma noi interessa che cosa vuole raccontare il grande quadro. È vero che tutte le storie, avendo a che fare con l'umanità, contengono in diversa misure gli stessi elementi, ma c'è sempre qualcosa che raccoglie il senso di tutto. Per me, <i>Il Trono di Spade</i> è <b>il racconto sulla <i>caduta</i></b>.</p>\n<p>E che lo sia, a mio avviso, è diventato particolarmente <b>evidente nell'ultimo episodio</b>, <i>Le campane</i>, che ha gettato una nuova luce su tutti gli altri episodi della serie. Nel volgere alla pazzia di Daenerys c'è un <b>mix letale di tanti elementi</b>: l'odio nei confronti di Cersei, il desiderio di ottenere ciò che crede essere suo di diritto (Il Trono di Spade), uniti alla delusione, al terrore e all'assenza di uno scopo nella sua storia personale che la rivelazione della vera identità di Jon Snow le ha portato. Una volta che Daenerys è stata abbandonata da tutti coloro i quali la tenevano aggrappata alla sua umanità (Missandei e Jorah) e privata dell'amore di Jon, le è rimasto il cieco ideale che aveva tra le mani: la liberazione dal continente di Westeros dalla tirrannia <i>altrui</i>. Non che non fosse intuibile da tanti piccoli indizi nel corso delle otto stagioni, ma ora è chiarissimo: il gene della pazzia Targaryen in Daenerys non è una variante <i>recessiva</i>, ma <i>dominante</i>, e ora sarà compito degli assennati destituirla.</p>\n<p>In questa puntata, che ha giocato come tutte le buone narrazioni sulla <b>tensione</b> e sul <b>rilassamento</b>, abbiamo assistito quindi alla <b>caduta di due regine</b>: da una parte quella \"giusta\" di Cersei, spogliata di ogni difesa e annientata, dall'altra quella \"bruciante\" (per il Fandom) di Daenerys, personaggio che nella sua rovina è ancora più miserabile. La sua caduta, infatti - come quella di Anakin Skywalker nella trilogia prequel di <i>Star Wars</i> - è la <b>caduta di un eroe</b>. Tutto ciò, in una stagione che, a mio avviso, presenta un particolare problema: l'<b>eccessiva affrettatezza di alcune dinamiche</b> (come quella tra Jon e Daenerys), <b>ostacolo principale alla buona riuscita del pathos</b> che, a questo punto, sarebbe necessario.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x04 – “The Last of the Starks”","date":"2019-05-07T08:37:14.181Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x04","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x04.jpg"},"html":"<p><b><i>Con gli Estranei ormai annientati, la nuova puntata del Trono di Spade ha nuovamente diviso il pubblico, tra chi ha apprezzato la sceneggiatura e chi ne ha criticato le incongruenze. Dopo molte puntate, però, è evidente il ritorno dell’intrigo politico, che tanto ci era mancato.</i></b></p><p><b>SPOILER ALERT</b></p><p>La prima scena della 8x04 ci riporta a Winterfell, esattamente al punto in cui avevamo lasciato i personaggi alla fine della 8x03: la battaglia è vinta e ai vincitori non resta altro da fare che onorare i caduti con una giusta sepoltura (o un giusto rogo, in questo caso) e dare avvio ai brindisi e ai festeggiamenti di rito. Ma la guerra viene a portar via sempre qualcosa anche ai vincitori, ed è evidente come, al mattino del giorno seguente la battaglia, qualcosa sia stato portato via da ciascuno dei superstiti. Jon accende la pira di Lyanna Mormont (la giovane Lady di straordinaria forza che, forse non senza significato, ha portato in vita il nome di sua madre, e che per prima al nord gli ha restituito fiducia), Sansa quella di Theon (forse l’unico uomo che sia andato oltre le sue forze per proteggerla), Samwell quella di Edd l’Addolorato (amico e fratello dei Guardiani della Notte) e Daenerys quella del suo fidato Jorah Mormont, sussurrandogli parole delle quali, per ora, non conosceremo il significato.</p><p>Le forze militari di Winterfell sono dimezzate, ma di questo i protagonisti possono dimenticarsi per almeno un’unica, pazza notte, all’insegna del vino dorniano “scuro come il sangue e dolce come la vendetta”(e anche un caffè di Starbucks, per non farci mancare niente). Tra i drinking game finiti male e le avances, la nomina a lord di Capo Tempesta di Gendry e la supplica a Jon Snow di non dire a nessuno delle sue origini confermano Daenerys come una Sovrana dei Sette Regni che ora ha un estremo bisogno di essere legittimata, con una forte brama di ottenere il Trono di Spade (eh sì, ci avviciniamo sempre di più all’identikit del perfetto tiranno).</p><p><b>Niente da fare per la povera Targaryen.</b> Disfatta numero uno: nonostante tutto l’amore (sicuramente non condizionato) che Dany ha dichiarato per Jon, il segreto sulla sua reale identità di Aegon Targaryen diventa il segreto di Pulcinella, e entro la fine della puntata lo sanno in otto (di cui uno, Varys, era Maestro dei Sussurri: la tua popolarità è praticamente finita Daenerys tesoro). Disfatta numero due: Le abilità politiche e militari di Daenerys scarseggiano e le sue mosse avventate (e disperate) le costano la perdita in contemporanea di un altro drago e della sua consigliera Missandei a causa di Euron.</p><p>Se quando era nel continente di Essos le cose per lei andavano a gonfie vele, sembra che il continente di Westeros le stia dando solo dispiaceri. Daenerys, sempre più sola e sempre più imbronciata, è sempre più simile a Cersei, in una stagione che sta giocando molto con le simmetrie dei personaggi e delle situazioni.</p><p>Una cosa, per lei, è certa. Al gioco del trono si vince o si muore, ma se perdi l’approvazione di Varys (ne converrete, uno degli strateghi più brillanti di tutta la serie) sei probabilmente fottuta.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x03 – “The Long Night”","date":"2019-04-29T18:22:00.000Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x03","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x03.jpg"},"html":"<p><b><i>Con la puntata 8x03 Benioff e Weiss ci hanno regalato uno dei momenti più cinematografici dell’intera serie, chiudendo il primo atto dell’ottava stagione in grande stile.</i></b></p><p><b>SPOILER ALERT</b></p><p><b>Una puntata inaspettata.</b> Prima di iniziare a guardare l’ottava stagione, avevo una mia personale teoria (immagino largamente condivisa) su quale sarebbe stata la struttura di quest’ultima. Una parte avrebbe riguardato la lotta per il Trono di Spade tra le fazioni di Cersei e Daenerys, mentre un’altra avrebbe riguardato la lotta tra i vincitori dello scontro e il Re della Notte. Rigorosamente in quest’ordine, perché il Re della Notte – credevo - è la vera minaccia incombente fin dalla prima scena della serie e comunque la più temibile, al confronto della quale le altre sono quisquiglie, e lo scontro con esso è il gran finale – se si seguono certe solite regole delle storie. Inaspettatamente, però, è successo il contrario, ovvero questa prima parte dell’ottava stagione di <i>Game of Thrones</i> ha chiuso (almeno apparentemente) la storyline del Re della Notte, che sembrava il male più grande di tutti, lasciando in piedi quella del Trono di Spade. Come ci ha abituato la serie fin dall’inizio, se è vero che la narrazione ha regole ben precise, le storie che vengono narrate invece di regole non ne hanno affatto e possono andare come la vita vera. Non è vero che “ogni personaggio deve completare il proprio arco narrativo”, oppure che “i personaggi principali sopravvivono fino alla fine”, o che “il nemico che sembra più grande è l’ultimo che sarà sconfitto”.</p><p>Tolto lo scontro con quello che sembrava il major villain della serie, allora, che cosa ci rimane con tre puntate ancora (e per giunta le ultime) da riempire? La risposta è quanto mai semplice: ci rimane tutto. Una delle caratteristiche più interessanti di <i>Game of Thrones</i> è stata, infatti, quella di non mettere in scena una semplice lotta tra il bene e il male (come si fa nella maggior parte dei fantasy e anche in questa puntata), ma di porre sullo scenario una gran quantità di fazioni e quindi volontà diverse e opposte, rendendo potenzialmente ogni personaggio una fazione a sé stante. Ciascun personaggio, quindi, non è dalla parte né del bene né del male, né fino in fondo del proprio casato, ma solamente di sé stesso e di coloro con i quali stringe momentaneamente alleanza. Escludendo, quindi, il personaggio del Re della Notte (le cui motivazioni paiono sintetizzabili nella mera distruzione dell’umanità e della vita) nessun personaggio è stato un puro <i>villain</i>. Cersei lo è adesso, ma davvero possiamo affermare che Cersei sia stata sempre dalla parte sbagliata della storia? Chi di noi, quando era imprigionata e spogliata della sua dignità, nelle prigioni di Approdo del Re, ferita nel suo orgoglio di Lannister dai seguaci dell’Alto Passero, non ha sperato con forza che si vendicasse sull’odiosa Septa Unella? O ancora: Daenerys è sempre stata l’eroina della storia, ma davvero possiamo esser certi che non diventi villain prima della fine della serie? Questa è, ed è sempre stata, la cifra di <i>Game of Thrones</i>: il fatto che tutti avessero il potenziale per essere eroi e villain allo stesso tempo. Tutto quello che ci rimane alla fine del primo atto, adesso che il male puro è stato sconfitto, sono la debolezza e la forza di ciascun personaggio, quindi la malvagità e l’eroismo che albergano in ciascuno di loro. Questo è stato il vero propellente della serie. È per questo che ritengo che la sconfitta di questo “male puro”, personificato dal Re della Notte e dall’esercito dei morti, sia un punto a favore di questa stagione, che lascerà più respiro nell’ultimo atto a quello che è lo spirito autentico di <i>Game of Thrones</i>.</p><p><b>Riscatto e sacrificio.</b> Alla fine, quindi, la grande battaglia è arrivata. Più imponente della Battaglia delle Acque Nere e di quella dei Bastardi messe insieme, più sanguinaria delle Nozze Rosse e più raccapricciante di Aspra Dimora, la puntata 8x03 del Trono di Spade è stata tra i momenti d’azione più emozionati, concitati e allo stesso tempo <i>cinematografici</i> dell’intera serie fin ora. L’ora e venti di puntata, diretta magistralmente da Miguel Sapochnik che l’ha commentata come un “survival horror”, è un concentrato di tensione che ha dato spazio a moltissimi personaggi, con risvolti a volte attesi e a volte del tutto inaspettati. L’uccisione del Re della Notte da parte di Arya Stark è stato, ad esempio, un colpo di scena totalmente riuscito.</p><p>Con la morte di Theon, ucciso dal Re della Notte nel tentativo di proteggere Bran, quella di Jorah Mormont, che sublima il suo amore per Daenerys compiendo per lei l’estremo sacrificio, e l’eroismo di Melisandre, le parole chiave di questa puntata sono state di sicuro queste: “riscatto” e “sacrificio”. Non ci resta che attendere le prossime puntate per capire quanti, di questi sacrifici, saranno ancora necessari prima della fine.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x02 – “A Knight of the Seven Kingdoms”","date":"2019-04-23T17:13:38.097Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x02","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x02.jpg"},"html":"<p><b><i>Se la puntata 8x01 era una puntata di ricapitolazione e di preparazione agli eventi successivi, la 8x02 è una puntata incentrata sull’attesa, con alcuni altissimi momenti.</i></b></p><p><b>SPOILER ALERT</b></p><p>L’ultima puntata di <i>Game of Thrones</i> si era conclusa con l’arrivo di Jaime Lannister a Grande Inverno, reduce dell’abiura nei confronti della sorella Cersei, regina dei Sette Regni. Il primo ad accorgersi del suo arrivo era stato proprio Bran Stark, ovvero una delle poche “vittime” di Jaime che ancora può raccontarla. Ed è quell’incontro, tra Jaime <i>non-più-Jaime</i> e Bran <i>non-più-Bran</i>, che anticipa la prima sequenza di questa nuova puntata.</i><p><b>Il processo a Jaime Lannister.</b> Lo <i>Sterminatore di Re</i> è posto non solo dinanzi a Bran, ma di fronte a tutti coloro i quali, tramite la sua spada, egli ha contribuito a rendere orfani. Ci sono gli Stark, a muovergli l’accusa d’aver tramato contro Jon Arryn e, soprattutto, contro il padre Ned Stark, e c’è Daenerys, a riconoscere in lui – assassino del padre Aerys II – uno degli artefici della definitiva rovina ed esilio della sua famiglia.</p><p>Così il destino di Jaime è posto su una bilancia. Le sue buone azioni nei confronti di Brienne di Tarth e le buone parole del fratello Tyrion, insieme al disperato bisogno della roccaforte del Nord di validi guerrieri, sarà ciò che lo salverà da un’esecuzione certa. Non solo, anche Bran – ormai il Corvo con Tre Occhi – deciderà di salvarlo non facendo parola dell’episodio che li vide coinvolti molti anni prima. Egli ormai non è più soggetto a rancori, ma guarda al destino intero dell’umanità, riconoscendo come Jaime sia più utile da vivo che da morto e come quel danno che ha ricevuto da lui gli abbia permesso, per vie molto traverse, di essere ciò che è ora – memoria e speranza per il mondo.</p><p>Il riscatto di Jaime sarà definitivo quando egli deciderà di nominare Brienne di Tarth Cavaliere dei Sette Regni, in uno dei momenti più alti e commoventi della puntata. Un gesto nobile: nonostante sia lei la protagonista della scena, dei due è lui quello che viene effettivamente “elevato” dalla cerimonia, perché compie una scelta generosa. Brienne, dal canto suo, si conferma tra i personaggi più riusciti dell’intera saga, che resterà per molti anni come uno dei modelli femminili più insoliti, e quindi preziosi, del fantasy.</p><p><b>In quest’attesa, si sviluppa anche la storyline della triade Jon-Sansa-Daenerys.</b> Sansa e Daenerys riescono quasi a stringere un legame e a deporre l’iniziale diffidenza, ma l’atmosfera torna gelida quando diviene chiaro a entrambe che, una volta finita la guerra con i morti e con i Lannister, resterà una rivendicazione d’indipendenza del Nord (portata avanti da Lady Sansa) che la nuova regina (nell’ipotesi, Daenerys) non potrà accogliere. Jon, invece, comunica a Daenerys la sua ascendenza Targaryen, suscitando il suo sdegno nello scoprire che lui può legittimamente rivendicare il Trono dei Sette Regni. Insomma, una serie di conflitti che saranno letteralmente <i>congelati</i> dall’imminente arrivo del Re della Notte e delle future battaglie, ma che raggiungeranno un punto di ebollizione, ne sono convinto, molto presto.</p><p><b>Dopo una puntata di ricapitolazione, questa è una puntata di attesa – a mio avviso più gustosa e ispirata della prima - che prepara una puntata, la terza, che sarà d’azione.</b> Con l’assedio del Re della Notte a Winterfell, che vedremo nella prossima puntata (<a target=\"_blank\" href=\"https://www.youtube.com/watch?v=TdkS4Xazz7Q\">qui il trailer</a>) si dovrebbe concludere la prima parte di questa nuova stagione, un corale “episodio di tre episodi” ambientato prevalentemente a Winterfell. Non ci resta, quindi, che restare in con il fiato sospeso fino alla prossima settimana. Dopo una lunga pausa, ecco lo scontro. <b>Con esso, la morte.</b></p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Game of Thrones 8x01 – “Winterfell”: i “cartoni preparatori” del finale","date":"2019-04-16T17:03:41.404Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"game-of-thrones-8x10","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}},{"frontmatter":{"name":"serie-tv","label":"Serie tv"}},{"frontmatter":{"name":"il-trono-di-spade","label":"Il Trono di Spade"}},{"frontmatter":{"name":"game-of-thrones","label":"Game of Thrones"}},{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}},{"frontmatter":{"name":"jon-snow","label":"Jon Snow"}}],"thumbnail":"/got-8x01.jpg"},"html":"<p><b><i>Tra i riferimenti alla 1x01 e i numerosi ricongiungimenti, la prima puntata dell’ottava stagione de </i>Il Trono di Spade<i> è una puntata di preparazione. “La tempesta”, ci dice, “sta per arrivare.”</i></b></p><b>SPOILER ALERT</b><p><b>Una divagazione per spiegare il titolo della recensione.</b> La nozione di “cartoni preparatori” si tratta di una reminiscenza dell’Istituto d’Arte. Gli artisti del passato, soprattutto a partire dal Rinascimento, prima di realizzare le loro grandi opere, preparavano i cosiddetti “cartoni”. Erano studi preparatori e bozzetti tracciati su grandi pezzi di carta – in scala 1:1 – prima dell’esecuzione dell’opera finale. Affreschi e arazzi, infatti, erano tipologie di opere che, di solito, non davano all’artista la possibilità di correggere <i>in itinere</i> la scala, le proporzioni e lo schema generico, e per questo richiedevano dei “cartoni”, da trasferire sull’intonaco (nel caso dell’affresco) o da porre sotto il telaio (nel caso dell’arazzo). Sul cartone, quindi, era l’immagine dell’opera prima dell’opera. Come una proiezione definita ma non ancora del tutto compiuta.</p><p>Uno dei <a href=\"https://www.youtube.com/watch?v=BPlbCcfbFFU\" target=\"_blank\">teaser</a> più belli e suggestivi dell’ultima stagione de <i>Il Trono di Spade</i> racconta l’ottava stagione come la preparazione di un arazzo, unendo le frasi più significative della serie a un montaggio di un arcolaio, poi di un telaio. Mentre i fili si dispongono e si intrecciano, trama e ordito vanno a realizzare tutte le scene e i personaggi che abbiamo amato - Cersei, Jon Snow, Daenerys, e tutti i figurini più importanti – su un’unica, grande composizione, pronti ad agire e a dare avvio all’ultimo atto della storia.</p><p>Dopo la visione della prima puntata dell’ultima stagione, “Winterfell”, il passaggio è stato facile. Se l’ultima stagione è un arazzo, dove tutte le storie fanno finalmente parte dello stesso scenario, e sono finemente interrelate da una moltitudine di fili, allora questa puntata è il suo cartone preparatorio. Non solo, infatti, ha tutte le caratteristiche di una <i>ripresa</i> come si deve – con il compito necessario di riprendere tutti i fili del racconto e riassumerci a che punto siamo arrivati due anni fa – ma è un’<i>entr’acte</i> che prepara la scena dell’ultimo atto, con le sue emozioni e i suoi moventi ancora solamente “tratteggiati”. Questo non vuol dire che non sia una puntata valida; manca, però, di quell’azione, di quelle rivelazioni, di quei colori vividi cui siamo abituati. In questo senso è una “quiete prima della tempesta”, che stavolta arriverà violentissima (e in questa puntata, non si può certo dire che non si senta già intenso l’odore di pioggia).</p><p><b>Innanzitutto c’è la sigla nuova.</b> Per la prima volta dall’inizio della serie, dopo che le altre si limitavano solamente a togliere e aggiungere sequenze, le nuove scene ci mostrano sia la barriera caduta, distrutta dal drago non-morto Viserion, che Grande Inverno e Approdo del Re come non le avevamo mai viste prima, con le loro sale interne, i sotterranei e le segrete. Questo può significare non solo che l’azione ora si concentra sui due luoghi da sempre più importanti della storia, ma anche che una mancanza di dispersione (sono diminuiti i personaggi e i luoghi) ci permetterà di scendere più “in profondità” nelle storyline rimaste.</p><p><b>La puntata, poi, si apre con l’arrivo di Jon e Daenerys a Grande Inverno.</b> In questa sequenza più elementi stanno lì a ricordarci la scena dell’arrivo del Re nella prima puntata della prima stagione: il tema musicale è lo stesso, c’è un bambino si arrampica per osservare l’arrivo (nella puntata 1x01 era Bran), c’è la frase pronunciata da Sansa a Daenerys – “Winterfell is yours, Your Grace” – che è la stessa che Ned Stark pronunciò davanti a Robert Baratheon.</p><p><b>Gli eventi importanti, però, sono i ricongiungimenti (di nuovo, i fili che si uniscono).</b> Il primo è quello tra Jon Snow (che forse dalla prossima puntata inizieremo a chiamare con il suo vero nome, ovvero Aegon Targaryen) e Arya Stark. La relazione tra i due, profondamente cambiati nel corso degli eventi della serie, potrebbe rivelarci delle sorprese. La nuova posizione di Jon Snow, infatti, che da bastardo è diventato sia erede al trono dei Sette Regni che Re del Nord, sarà sicuramente al centro di numerose svolte nel corso delle prossime puntate.</p><p>C’è poi l’altro incontro fondamentale: quello tra Bran Stark e Jaimie Lannister. È uno scambio di sguardi che suggerisce una nuova consapevolezza da entrambe le parti, ma soprattutto un nuovo rapporto di potere tra i due, ribaltato rispetto alla prima stagione. Bran è ormai sempre più vicino allo status di <i>divinità</i> (quando Jon gli dice che è ormai diventato un uomo, lui gli risponde “più o meno”), mentre Jaimie, arrivato a Grande Inverno come un mendicante (senza la grande accoglienza che era stata riservata, molto tempo addietro, al fratello della regina), nel vederlo, è posto davanti alle conseguenze delle proprie azioni. E poi ci sono tutta un’altra serie di incontri minori: Jon e Sam, Theon e Yara, Cersei e Euron, con i loro precisi significati.</p><p>È una puntata di incontri e fili che si uniscono: l’arazzo che si compone. Ciò che sta per arrivare può essere ancora solo intravisto, ma è già lì, pronto ad accadere.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}}]},"tags":{"edges":[{"node":{"frontmatter":{"name":"daenerys","label":"Daenerys"}}}]}},"pageContext":{"slug":"daenerys","pageNumber":0,"humanPageNumber":1,"skip":0,"limit":8,"numberOfPages":1,"previousPagePath":"","nextPagePath":""}},"staticQueryHashes":["3566934469","3566934469","63159454","63159454","997296527","997296527"]}