{"componentChunkName":"component---src-templates-tag-page-js","path":"/tag/iron-man","result":{"data":{"results":{"totalCount":2,"edges":[{"node":{"frontmatter":{"title":"","date":null,"author":null,"slug":null,"tags":null,"thumbnail":null},"html":"","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Avengers: Endgame: davvero è cambiato tutto","date":"2019-04-26T17:16:24.970Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"avengers-endgame","tags":[{"frontmatter":{"name":"stan-lee","label":"Stan Lee"}},{"frontmatter":{"name":"fumetti","label":"Fumetti"}},{"frontmatter":{"name":"cinema","label":"Cinema"}},{"frontmatter":{"name":"marvel","label":"Marvel"}},{"frontmatter":{"name":"avengers","label":"Avengers"}},{"frontmatter":{"name":"endgame","label":"Endgame"}},{"frontmatter":{"name":"franchise","label":"Franchise"}},{"frontmatter":{"name":"iron-man","label":"Iron man"}},{"frontmatter":{"name":"mcu","label":"MCU"}}],"thumbnail":"/avengers-endgame.jpeg"},"html":"<p><b><i>Gli incassi stellari di </i>Avengers: Endgame<i> raccontano solo una parte del fenomeno di massa che è stato fin ora il Marvel Cinematic Universe.</i></b></p><p>Premessa: sebbene io ritenga che le recensioni senza spoiler siano come il caffè decaffeinato, i biscotti senza zucchero e la cotoletta vegana, la prima parte di questo articolo, per evitare anticipazioni non volute, è rigorosamente <i>spoiler-free</i>. Dopo di che, non penso sia possibile commentare il film senza fare spoiler, quindi, se non avete ancora visto il film, chiudete gli occhi quando ve lo dico.</p><p><b>Dopo più di un anno di quasi febbrile attesa, martedì sera sono andato al cinema a vedere <i>Avengers: Endgame</i></b>. Come in tutte le sale, la serata di apertura del film era organizzata con una maratona: il precedente capitolo <i>Avengers: Infinity War</i> alle 21, il nuovo capitolo della saga a mezzanotte. Pensavo che la durata complessiva dei due film - quasi sei ore - mi avrebbe messo alla prova, e invece non è stato così. È stata una serata unica sia per i gadget gratuiti (Dio sa quanto li amo), sia per l’esperienza di fandom in sé: irripetibile, sintomo dell’enorme portata dell’attesa costruita in questi mesi attorno al film, ma soprattutto della capacità coinvolgente del franchise che risponde al nome di <b>Marvel Cinematic Universe (MCU)</b>.</p><p><b>L’MCU – in questi 11 anni - è stata un’operazione commerciale e narrativa senza precedenti, che ha cambiato l’intrattenimento cinematografico per sempre.</b> Se, in parte, ha avuto le stesse caratteristiche di altri media franchise (tra cui l’avere una narrazione di tipo <i>transmediale</i>, ovvero l’integrarsi con diversi tipi di media – dal cinema alla televisione e ai fumetti) qualcosa l’ha resa eccezionale e atipica. Nessuna saga, infatti, era stata in grado di costruire un universo condiviso così ricco (di personaggi, temi, ambientazioni e storyline) ma allo stesso tempo così coeso e interdipendente. Da un lato, <b>tutto ciò che l’Universo Marvel dei fumetti è sempre stato</b>, dall’altro, <b>qualcosa di totalmente nuovo</b>. Basti pensare che tutti e 22 i film delle prime tre fasi (23 se si include anche il film <i>Spiderman: Far from Home</i> di prossima uscita) convergono nella stessa direzione: una narrazione definita a posteriori “Saga dell’Infinito” e che ruota attorno alla ricerca delle Gemme dell’Infinito da parte del “titano pazzo” Thanos. Che ci trovassimo di fronte a un corpus narrativo unico era già chiaro di pellicola in pellicola, ma in particolar modo lo è diventato con <i>Infinity War</i> e <i>Endgame</i>. Seppure ogni film conservi, infatti, il proprio sviluppo e le proprie caratteristiche, per apprezzare appieno questi ultimi è necessario più che mai guardare alla trama della saga nella sua interezza.</b></p><p><b>SPOILER DA QUI</b></p><p><b><i>Avengers: Endgame</i></b> Il film è stato in linea con le mie aspettative, anche se ritengo che sia leggermente inferiore in termini di gestione del tempo e della carica emotiva rispetto ad <i>Infinity War</i>. Infatti, se nel capitolo dell’anno scorso si respirava un senso di angoscia e tensione dall’inizio alla fine, dovuta all’accrescersi del potere di Thanos e alla volontà degli eroi di porvi sempre rimedio (il tutto condito dalla storyline di Gamora, vero apporto emozionale del film), <i>Endgame</i> risente, nella parte iniziale, di un eccessivo rilassamento. La trama, infatti, in questa prima parte, è soprattutto un racconto della gestione della perdita e della sconfitta, e fatica (soprattutto per l’assenza di scene d’azione) a “tenere incollati” gli spettatori allo schermo. Una carenza che viene sicuramente riscattata dalla battaglia finale (una delle più belle ed emozionanti di tutto l’MCU) ma che fa il paio con la debolezza della parte centrale del film (quella sulla quale pesano maggiormente le tre ore).</p><p>Del resto, la parte centrale di <i>Endgame</i> - inerente la ricerca delle Gemme dell’Infinito da parte del team - rappresenta a tutti gli effetti una chiusura del cerchio dell’arco narrativo delle prime tre fasi dell’MCU, soprattutto per i personaggi della formazione originale degli Avengers (Iron Man, Captain America, Thor, Hulk, Vedova Nera e Occhio di Falco), che hanno avuto più spazio nel corso di questi 11 anni e che sono stati più o meno messi “fuori dai giochi” con il presente film. Tre esempi di queste “chiusure del cerchio” sono tre riconciliazioni che avvengono con il passato (la “riconciliazione con il passato” è uno dei temi forti del film): quella di Thor con la madre, quella di Tony Stark con il padre e quella di Steve Rogers con Peggy.</p><p>Tra le cose che mi sono piaciute di meno c’è l’eccessiva ridicolizzazione del personaggio di Thor che – pur essendo uno dei personaggi di punta del franchise e uno di quelli che hanno affrontato un percorso evolutivo travagliato – viene in questo film ridotto a personaggio macchiettistico, più simile a una spalla che a un <i>main</i>. Thor è uno dei personaggi che hanno perso di più nel corso di <i>Infinity War</i>, ed è quindi legittimato a “lasciarsi andare”, ma rispetto agli altri protagonisti, che escono di scena eroicamente e nobilitandosi, egli riceve un trattamento meno lusinghiero (se si esclude la sequenza della fucina). Questo, però, è anche ciò che mi fa pensare che Thor sia uno dei personaggi che con maggior probabilità vedremo nei prossimi film.</p><p><b>Ci sarebbero molte altre cose da dire, ma per ora mi fermo qui.</b> Il film è stato la degna conclusione di una saga, un’emozionante ultima reunion in perfetto equilibrio tra il passato e il futuro del franchise. Con la morte di Stan Lee e la contemporanea fine della Saga dell’Infinito, il futuro del Marvel Cinematic Universe non è mai stato così libero e aperto come adesso. Di certo c’è che, anche se rimarranno legami con ciò che è stato finora (si aspettano ancora i sequel di <i>Guardiani della Galassia</i>, <i>Doctor Strange</i> e il prequel/origin movie su Vedova Nera, nonché le serie tv su Loki, Occhio di Falco, Visione e Scarlet Witch, Falcon e Winter Soldier), la parabola di Iron Man, di Cap e degli altri protagonisti che abbiamo amato si è appena conclusa. Ma c’è poco spazio per la nostalgia: nuovi eroi e nuove storie arriveranno. <b>Il Marvel Cinematic Universe è già cambiato.</b></p><p>N.B. Un piccolo Easter Egg per voi: digitate “Thanos” su Google e cliccate sul Guanto dell’Infinito che appare. Non ve ne pentirete.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}}]},"tags":{"edges":[{"node":{"frontmatter":{"name":"iron-man","label":"Iron man"}}}]}},"pageContext":{"slug":"iron-man","pageNumber":0,"humanPageNumber":1,"skip":0,"limit":8,"numberOfPages":1,"previousPagePath":"","nextPagePath":""}},"staticQueryHashes":["3566934469","3566934469","63159454","63159454","997296527","997296527"]}