{"componentChunkName":"component---src-templates-tag-page-js","path":"/tag/lo-hobbit","result":{"data":{"results":{"totalCount":3,"edges":[{"node":{"frontmatter":{"title":"","date":null,"author":null,"slug":null,"tags":null,"thumbnail":null},"html":"","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"The Lord of the Rings: Gollum. Hype per il nuovo videogame","date":"2019-04-12T18:00:00.000Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"lotr-gollum-videogame","tags":[{"frontmatter":{"name":"jrr-tolkien","label":"J.R.R.Tolkien"}},{"frontmatter":{"name":"il-signore-degli-anelli","label":"Il Signore degli Anelli"}},{"frontmatter":{"name":"lo-hobbit","label":"Lo Hobbit"}},{"frontmatter":{"name":"videogames","label":"Videogames"}},{"frontmatter":{"name":"avventura","label":"Avventura"}},{"frontmatter":{"name":"personaggi","label":"Personaggi"}}],"thumbnail":"/Gollum.jpg"},"html":"<p><b><i>Un nuovo videogioco ambientato nella Terra di Mezzo per osservare gli eventi dalla prospettiva dell’Hobbit più corrotto di tutti. Ecco perché secondo me la Daedalic Entertainment – famosa per avventure grafiche come </i>Machinarium<i> – ha già fatto centro.</i></b></p><p>Il 25 marzo Daedalic Entertainment ha fatto un annuncio che ha incuriosito molti gamer e appassionati del <i>Signore degli Anelli</i>. Secondo quanto riportato, grazie agli accordi intrapresi con Middle-earth Enterprises e Tolkien Estate, Daedelic sarà in grado di portare un action adventure ambientato nel mondo di Arda e incentrato su una delle figure più ambigue e complesse di quel mondo: la creatura Gollum. Del progetto – intitolato <i>The Lord of the Rings: Gollum</i> - si sa ancora poco o nulla, se non il fatto che l’opera sarà ambientata prima degli eventi dei libri e che il gameplay avrà delle dinamiche stealth (e come poteva essere altrimenti?).</p><div style=\"width:100%;text-align:center\"><img src=\"/the-lord-of-the-ring-gollum_logo.jpg\"/></div><p>Il videogioco vedrà la luce, nella migliore delle ipotesi, nel corso del 2020 o 2021 e Daedelic ne ha rilasciato solamente il logo. C’è ancora  poco da vedere, quindi, ma moltissimo da immaginare. Non essendo, infatti, un progetto legato a Warner Bros Entertainment o a New Line Cinema – diversamente da tutte le trasposizioni del nuovo millennio del mondo ideato da Tolkien (a parte qualche eccezione) - non avrà coerenza visiva né con le trilogie de <i>Il Signore degli Anelli</i> e de <i>Lo Hobbit</i> di Peter Jackson, né con i gli ultimi videogiochi action RPG <i>La Terra di Mezzo: L’Ombra di Mordor</i> e il suo sequel <i>La Terra di Mezzo: L’Ombra della Guerra.</i></p><p><b>Perché è un progetto così interessante?</b> <i>The Lord of the Rings: Gollum</i> desta la mia curiosità per due motivi.</p><p>Innanzitutto, avendo come unico riferimento i libri di Tolkien c’è da aspettarsi non solo una diversa rappresentazione dei temi e dell’atmosfera della Terra di Mezzo, ma anche dei suoi personaggi (a partire proprio da Gollum, che non sarà quello dell’ormai iconica interpretazione di Andy Serkis).  Non fraintendetemi, sono un fan sfegatato dei film di Peter Jackson (o meglio, della prima trilogia) ed essendo anche un fan del più vasto universo tolkeniano, riconosco come quei film e videogiochi abbiano avuto sì il merito di far conoscere la saga ai più, ma anche come – nell’assolvere al compito di trasformare l’universo in un franchise e quindi di renderlo economicamente redditizio - abbiano egemonizzato l’immaginario legato alla Terra di Mezzo.  Ritengo, invece, che il patrimonio di Tolkien sia molto più vasto del franchise e che sia sì giusto “reinventarlo” di volta in volta con i nuovi media, non lasciando spazio a una sola visione.</p><p>In secondo luogo, Gollum non è un eroe. Ne <i>Lo Hobbit</i>, Tolkien lascia poco spazio all’interpretazione descrivendolo come “un essere miserabile e malvagio”, e anche ne <i>Il Signore degli Anelli</i> egli - nonostante sia sempre combattuto tra la sua parte in grado di provare sentimenti umani, che risponde ancora al nome di Sméagol, e la parte più malvagia, guastata irrimediabilmente dalla volontà dell’Unico - resta uno dei protagonisti della storia che compiono le azioni più terribili, guidati da motivazioni sostanzialmente perverse.</p><p>È un personaggio dal temperamento volubile, che si muove sul confine tra vittima e carnefice; il suo archetipo è quello del <i>trickster</i>, dell’<i>imbroglione amorale</i>, e, in quanto tale, incorpora come nessun altro personaggio nella Terra di Mezzo la doppiezza e l’ambiguità. Per questo potrebbe essere molto interessante interpretarlo in un videogioco, farsi muovere dalle sue convinzioni, utilizzare i suoi mezzi, così inusuali negli action adventure fantasy tutti muscoli e spadoni: il nascondiglio, il buio, l’arrampicare, lo strisciare, l’Anello. Sì: potrebbe essere interessante, per una volta, in un videogioco fantasy, essere la creatura più piccola e meschina di tutte.</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}},{"node":{"frontmatter":{"title":"Aprire porte, chiudere porte, creare mondi","date":"2019-04-10T16:11:35.367Z","author":"Simone Schiaffella","slug":"aprire-chiudere-porte","tags":[{"frontmatter":{"name":"fantasy","label":"Fantasy"}},{"frontmatter":{"name":"jrr-tolkien","label":"J.R.R.Tolkien"}},{"frontmatter":{"name":"il-signore-degli-anelli","label":"Il Signore degli Anelli"}},{"frontmatter":{"name":"lo-hobbit","label":"Lo Hobbit"}},{"frontmatter":{"name":"storie","label":"Storie"}},{"frontmatter":{"name":"riflessioni","label":"Riflessioni"}}],"thumbnail":"/howe_illustration_tolkien.jpg"},"html":"<p><b><i>La porta, nelle storie fantasy, è il luogo dove inizia l’</i>altrove<i> e la metafora più evidente del cambiamento. Attraversare una porta, però, non significa solo muoversi da uno spazio all'altro, ma rappresenta anche un passaggio ideale, ovvero il compiersi di una metamorfosi soggettiva.</i></b></p>\n<p>Quando Bilbo Baggins, all'inizio de <i>Lo Hobbit</i>, decide di seguire lo stregone Gandalf e i nani nell'impresa della riconquista della loro terra natìa Erebor, deve compiere un'azione all'apparenza molto banale: varcare il confine di casa Baggins. Per il piccolo hobbit, però, abituato alle cose semplici, farlo non significa solo attraversare l'uscio circolare e chiudere la porta dietro di sé, ma affrontare le proprie insicurezze. Egli deve lasciarsi alle spalle ciò che è familiare per inseguire ciò che è ignoto, in uno sforzo di volontà che oggi chiameremmo \"uscire dalla propria comfort zone\".</p> \n<p>Un po' come è avvenuto per questo blog, dalle prime fasi di gestazione alla sua venuta al mondo, la porta (ovvero l’inizio, la partenza) è stata la parte più lunga del viaggio - \"Porta itineris dicitur longissima est\", come recita il detto latino. È stato il primo, vero \"collo di bottiglia\" da superare: tutte quelle abitudini, ritrosie e incertezze nelle quali siamo asserragliati e delle quali dobbiamo liberarci, possibilmente rimanendo incolumi. Il simbolo di questo blog, allora, non è la porta di casa Baggins, ma ha lo stesso significato. È la porta che, nel <i>Signore degli Anelli</i>, conduce alle miniere dimenticate di Moria ed una delle porte più emblematiche di tutta la tradizione del fantasy. Questo non solo perchè fu disegnata direttamente dal professor Tolkien, ma perchè delle porte magiche possiede tutte le migliori caratteristiche: è difficile da trovare, richiede la risoluzione di un enigma o l'esecuzione di un sacrificio, rappresenta sia un rifugio che un pericolo per chi la attraversa.</p>\n<p>Dal portale di Narnia nascosto in un armadio, alla porta del bel giardino del Paese delle Meraviglie, sempre troppo piccola o troppo grande per la giovane Alice, le porte, nel fantasy, non solo marcano il confine tra il mondo ordinario e quello straordinario, ma richiedono agli eroi sempre il pagamento di un tributo e l'assunzione di un rischio. Come ne <i>La storia infinita</i> di Michael Ende, dove il giovane Atreiu deve superare le sfide di tre porte magiche, o come in <i>Labyrinth</i>, dove, per raggiungere il centro del labirinto, Sarah si trova al cospetto di un indovinello, di due porte e la possibilità di fare una sola domanda - le porte non sono solo l'emblema di ciò che è alla nostra portata e ciò che non lo è, ma anche di ciò che siamo e ciò che non siamo ancora. Varcarle significa sfuggire all'immobilismo, creare sé stessi, partire per l'avventura.</p>\n<blockquote><p><i>È pericoloso, Frodo, uscire dalla porta. Ti metti in strada, e se non dirigi bene i piedi, non si sa dove puoi finire spazzato via. – Bilbo Baggins</i></p></blockquote>\n<p>Foto di copertina: Casa Baggins, illustrazione di John Howe</p>","internal":{"type":"MarkdownRemark","mediaType":null,"description":null},"excerpt":""}}]},"tags":{"edges":[{"node":{"frontmatter":{"name":"lo-hobbit","label":"Lo Hobbit"}}}]}},"pageContext":{"slug":"lo-hobbit","pageNumber":0,"humanPageNumber":1,"skip":0,"limit":8,"numberOfPages":1,"previousPagePath":"","nextPagePath":""}},"staticQueryHashes":["3566934469","3566934469","63159454","63159454","997296527","997296527"]}